lunedì 17 aprile 2017

Lasagna con le puntarelle e bread sauce besciamelle...




Le puntarelle, insieme agli agretti, sono una di quelle cose che piacciono a tutti soprattutto quando si mangiano a casa degli altri ! Metti che già preparate al mercato costano come una bistecca di cinta senese, metti che nessuno le prepara come una certa zia perciò non c’è un confronto in grado di reggere abbastanza,  metti che per fare due più due ci si mette un nanosecondo e voilà che l’alibi per  non comprarle al mercato  si presenta da solo sulla guantiera di argento ! Ma visto che tutti siamo il frutto di una sana educazione borghese, piccola o meno piccola che sia, e a suon di esempi  o meglio ancora gli sguardi  feroci  e taglienti (per non dire altro nei tempi quando il telefono azzurro non esisteva ancora) ci hanno insegnato che quando si è a casa d’altri nulla si rifiuta, ecco che per miracolo nessuno disdegna un’insalatina di puntarelle condite con un battuto di sale, pepe, olio,aceto e qualche acciughina spezzettata e schiacciata contro le pareti dell’insalatiera. Anzi, per non offendere la padrona di casa si è sovente pronti a fare addirittura il bis ! Misteri della vita. Eppurre, le sottili falde ricavate dalle punte della parte interna e spigata della cicoria catalogna arricciate nell’acqua ghiacciata non hanno nessun sapore particolare…sarà  come il fascino discreto di un giovanotto che nulla fa per conquistarci ma ad un certo punto finiamo come ammaliate di fronte ai suoi racconti?


Per 4 persone:

Per  la sfoglia
2  uova
200 etti di farina
Pizzico di sale

450g di puntarelle
1 cipolla
2-3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
3 acciughe sotto’olio
1patata

Per la salsa
800 ml di latte
1 cipolla intera steccata con 2 chiodi di garofano
½ cipolla tagliata a rondelle sottili
50 g di burro
120 g di pane bianco  vecchio
5 acciughe sott’olio
Sale, pepe bianco
Parmigiano grattugiato




Preparate la sfoglia impastando la farina e le uova aggiungendo un pizzico di sale (la scuola  bolognese non lo consente, però…). Quando l’impasto è liscio e setoso formate un disco, avvolgetelo nella pellicola trasparente e lasciatelo riposare nel frigorifero per almeno 1 ora. Stendete la sfoglia con il mattarello fino allo spessore di  1-2 mm, tagliatela a pezzi grandi quanto la teglia che userete e lasciateli asciugare un poco fra due strofinacci puliti.
Pulite e affettate sottilmente la cipolla e fatela imbiondire leggermente in una padella con l’olio extravergine d’oliva. Aggiungete le acciughe spezzettate e fatele sciogliere, aggiungete le puntarelle, mescolate, mettete il coperchio e fate stufare a fuoco medio aggiungendo, se serve, poca acqua calda. Salate con moderazione e pepate secondo il vostro gusto.
Sbucciate la patata, tagliatela a rondelle e cuocetela al vapore.






Fate imbiondire la mezza cipolla tagliata a rondelle con burro, aggiungete le acciughe, la cipolla steccata con i chiodi di garofano e il latte. Fatte prendere il bollore, abbassate la fiamma e fate sobbollire per 30 minuti. Aggiungete il pane privato dalla crosta e tagliato a cubi e cuocete per altri 10 minuti. Aggiustate di sale e di pepe. Eliminate la cipolla steccata e passate la salsa dallo chinois.






Fate sbollentare la pasta nell’acqua leggermente salata per il tempo necessario e disponetela sopra un telo asciutto.
Imburrate una teglia di dimensioni  15x30cm e versate sul fondo un paio di cucchiaiate di salsa. Componete la lasagna alternando gli strati di pasta con le puntarelle, patate salate e pepate, la salsa e poco parmigiano. Terminate con uno strato di salsa e una spolverata di parmigiano.
Cuocete a 180° per 30 minuti circa fino ad ottenere una crosticcina dorata. Lasciate riposare la lasagna per almeno 15-20 minuti prima di servirla.



Con questa ricetta contribuisco al Calendario del cibo italiano 

http://www.calendariodelciboitaliano.it

4 commenti:

  1. il fascino dei riccioli chérie :-)
    bella l'idea di usarle per le lasagna!!

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  2. I riccioli colpiscono sempre 😊 grazie Cri ! Comunque è un peccato limitarsi solo all'insalata...

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  3. io devo aver ricevuto una educazione aristocratica, allora, viste le scorpacciate senza ritegno che ho fatto in casa d'altri.. perche' a Genova non si trovano facilmente, queste puntarelle e le volte in cui le vendevano, coincidevano con la "voglia di cucinare saltami addosso" che tanto bene descrivi tu all'inizio. E dire che possiedo pure il tagliapuntarelle (regalo di Mapi)
    Comunque, alla faccia del piatto semplice, Marina! questa e' un'interpretazione da piani alti, bread sauce su tutti. E qui, altro che educazione borghese... da regina, ci vuole, per pretendere tutta la teglia!

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  4. Davvero molto alternativa questa preparazione!!!
    Grazie per averla condivisa!!!

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